Fabbisogno di smaltimento e dimensionamento degli impianti
Nell'ottica della gestione integrata del sistema di servizi ed impianti per lo smaltimento dei RSU e RSUA in provincia di Sondrio, ciascuna delle quote di rifiuto precedentemente identificate dovrà, seguire un proprio canale di smaltimento.
La frazione cosiddetta secca derivante da raccolta differenziata è destinata al recupero per le diverse componenti merceologiche.
La frazione organica derivante da raccolta differenziarla è destinata al trattamento presso impianto di compostaggio.
Il conferimento separato di questa frazione è previsto dal comma 3, dell'art. 6 della l.r. 21/93.
Ciò, considerato la proposta di Piano prevede in provincia di Sondrio la riattivazione dell'impianto di compostaggio di Cedrasco che al trattamento della frazione organica selezionata all'origine riserverà una potenzialità giornaliera a regine nell'anno 1998 di circa 30 t/g.
Il fattore di servizio dell'impianto è stato fissato in 310 giorni/anno. Nella definizione delle potenzialità si è tenuto conto dì quanto previsto dal comma 4 dell'art. 15 della l.r. 21/93, per questo la capacita' di trattamento è stata maggiorata del 10% rispetto al fabbisogno di smaltimento individuato.
Va ribadito come sia necessario intraprendere azioni promozionali di sostegno che mirino alla qualificazione del prodotto e alla sua commercializzazione.
Si sottolinea infine la possibilità che in aree dalle caratteristiche socio - produttive ed abitative adeguate, sia promosso ed incentivato il compostaggio domestico della frazione organica dei rifiuti, nonché la creazione di piazzole di compostaggio semplificate della sola frazione di rifiuto vegetale da attività di manutenzione del verde pubblico e privato.
Entrambe le tecniche sono state positivamente sperimentate in alcune realtà italiane e sono largamente diffuse all'estero come prassi normale di trattamento della frazione organica degli RSU.
Inoltre il compostaggio domestico è espressamente previsto ed autorizzato in forza dell'art. 9 della l.r. 21/93.
Al 1998 gli obiettivi della proposta di Piano fissano al 65% della produzione complessiva la quota degli RSU non recuperati tramite raccolta differenziata. In base alla previsione di produzione stabilita a quella data, questa percentuale corrisponderai a circa 39.400 ton. di rifiuto che può essere cosi, suddivisa in relazione al diverso potere calorifico delle varie frazioni:
- circa 5750 tonn/anno (9,5% tot. RSU): organico non raccolto in maniera differenziata;
- circa 1.200 tonn/anno (2,0% tot. RSU) : metalli ed inerti;
- circa 2.250 tonn/anno (3,7% tot. RSU): vetro non raccolto in maniera differenziata;
- circa 3300 tonn/anno (5,5% tot. RSU): sottovaglio con potere calorifico basso;
Perciò:
- circa 12.500 tonn/anno (20,5% tot. RSU): totale della frazione a basso PCi;
- circa 26.900 tonn/anno pari al 44% tot. RSU: totale della frazione ad alto PCi.
La proposta di Piano Provinciale prevede che l'intera quota degli RSU e assimilabili non differenziati all'origine sia destinata ad un impianto di selezione e a successiva valorizzazione della frazione organica residua nell'impianto di Cedrasco e della frazione termorecuperabile in un impianto di combustione con recupero energetico.
Il fattore di servizio della sezione di selezione dell'impianto di Cedrasco è fissato in 310 giorni/anno.
La sezione di selezione ha una potenzialità stabilita in 140 ton/giorno, tenuto conto di una capacita, maggiorata del 10% in ossequio al già citato articolo 15 della l.r. 21/93.
La sezione di selezione produrrà, a regime (1998) un flusso di materiali così, suddiviso:
- circa 5.750 ton/anno (9,5% tot. RSU): frazione organica;
- circa 810 ton/anno (1,3% tot. RSU): metalli ferrosi e non;
- circa 5.940 ton/anno (9,7% tot. RSU): sovvalli;
- circa 26.900 ton/anno (pari al 44% tot. RSU): frazione ad alto PCi.
La frazione organica sarà sottoposta a processo di compostaggio nell'impianto di Cedrasco. Si tratta a regime di una potenzialità di trattamento pari a circa 19 ton/giorno (fattore di servizio dell'impianto di 310 g/anno) su linea distinta da quella dedicata al compostaggio dell'organico selezionato all'origine.
La frazione ad alto potere calorifico, in accordo a quanto prevede la l.r. 21/93, è destinata ad un impianto per la termodistruzione degli RSU con recupero di energia (art. 6 l.r. 21/93). La quota ad elevato potere calorifico è composta da frazioni . quali: carta, plastica e legno non ricuperabili in maniera differenziata, ed altri rifiuti assoggettabili a recupero energetico. Il Pci medio di questa frazione si colloca infatti tra 3000 e 4000 kcal/kg.
L' impianto ubicato in area che consenta l'utilizzazione energetica, tratterrà a regine (1998) 100 ton/giorno di rifiuti. Nel calcolo della potenzialità, si è considerato un fattore di esercizio di 310 g/anno.
Si è altresì considerata una maggiorazione del 10% rispetto alle necessita, di smaltimento dei soli RSU, che comprenda anche la termodistruzione dei rifiuti assimilabili non raccolti in maniera differenziata e di una parte dei rifiuti ingombranti (come previsto dal comma 6 dell'art. 6 della l.r. 21/93).
Il flusso dei metalli ferrosi e non, recuperato nella sezione di selezione, è destinato al riutilizzo.
La proposta di Piano prevede infine che la rimanente quota, pari a circa il 10% in peso del totale degli RSU prodotti, sia inviata ad un impianto di scarico controllato di I categoria.
è evidente come nell'ottica del sistema integrato di gestione degli RSU la discarica svolga funzioni di supporto al servizio dell'intero percorso di trattamento.
A regime (1998) l'impianto di scarico controllato smaltirà dunque una frazione relativamente modesta degli RSU, essendo la maggior quota di questi trattata tramite raccolta differenziata o riutilizzo mediante compostaggio o mediante recupero energetico.
In previsione però del fatto che l'impianto di selezione sarà operativo dal 1995 e quello di termoutilizzazione dal 1996 e che la Raccolta differenziata andrà progressivamente a regime (entro il 1998), è necessario che la discarica abbia una capacita, di ricezione che garantisca la copertura del fabbisogno provinciale di smaltimento fino all'effettiva entrata in esercizio del sistema organizzativo prospettato; questo fatto necessario è peraltro previsto anche dall'art. 16 della l.r. 21/93.
Si calcola che dal gennaio 1995 a tutto il 1998 si debbano mandare in discarica circa 139200 mc di rifiuti per una volumetria complessiva necessaria di circa 195.000 mc.
L'impianto di combustione con recupero energetico origina un ammontare di ceneri e di polveri di abbattimento delle emissioni pari a circa il 5% del peso del rifiuto incenerito, nonché di scorie di combustione pari a circa il 20-25% del peso dei materiali in ingresso al forno.
Le ceneri, definite dal DPR 915/82 come rifiuti speciali e solitamente classificati come rifiuti T/N, e le scorie, definite dal DPR 915/82 come rifiuti speciali con possibilità di assimilazione agli RSU qualora rispettino determinate caratteristiche compositive e qualitative (cfr. Delibera Comitato Interministeriale 27 luglio 1984) dovranno trovare adeguato smaltimento secondo le definizioni ex DPR 915/82 nel quadro della specifica pianificazione di settore.
In tabella 1/ 10 sono riportati i flussi destinati ai diversi impianti di trattamento.
