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Il percorso di coinvolgimento dei portatori d’interesse del territorio

La progettazione partecipata

La progettazione partecipata è uno stile d’intervento capace di coinvolgere attivamente un vasto numero di attori che, integrandosi reciprocamente, possono fornire una maggiore ricchezza e qualità alla progettazione.
La progettazione partecipata è inoltre un viaggio comune attraverso i diversi aspetti di una situazione problematica di notevole complessità, fino alla convergenza su intendimenti e rappresentazioni condivise e vagliate attraverso i diversi apporti: altre esperienze, vissuto dei protagonisti, conoscenze tecnico-scientifiche.
Lo stile della progettazione partecipata segna oggi una significativa differenza rispetto alle esperienze, pur importanti ma datate, di carattere più ideologico: l’argomento principale che porta ad adottare uno stile connotato dal coinvolgimento nel processo di conoscenza e decisione di un ampio spettro di soggetti consiste nella sua maggiore efficacia (intesa come migliore adeguatezza al sistema complessivo dei bisogni) rispetto al tradizionale atteggiamento top down.
La partecipazione serve dunque a migliorare le prestazioni del processo progettuale. I vantaggi della progettazione partecipata, rispetto ad altri approcci, si possono riassumere nell’effetto di miglioramento dell’efficacia dovuto a una maggiore vicinanza fra utenti delle politiche e decisori. Tale vicinanza aumenta le possibilità di costruire ipotesi di lavoro e percorsi progettuali più veri.
Alcuni elementi di valore della partecipazione:

  • è la strada opportuna per favorire l’innovazione attraverso l’interazione fra diverse competenze;
  • è una sfida al professionismo specialistico concepito in termini di separazione rigida fra chi progetta e chi è oggetto di intervento;
  • permette di trattare in modo integrato diverse dimensioni di analisi;
  • sviluppa nei partecipanti senso di appartenenza al percorso di progettazione.

A tali pregi va aggiunto il fatto che la partecipazione permette di riconoscere il significato della valutazione all’interno di percorsi progettuali e pertanto permette di utilizzare efficacemente i risultati della valutazione per migliorare la qualità degli interventi.

Il percorso di partecipazione proposto all’interno del progetto

Si tratta di una delle azioni “portanti” del progetto, caratterizzata da elementi fortemente innovativi per la pianificazione territoriale italiana, nonostante si possa contare già qualche esempio.
Il coinvolgimento degli attori è organizzato su due fronti. Il primo è quello della comunità scientifica locale, il secondo quello degli attori territoriali portatori di interessi. Altri aspetti maggiormente informativi relativi al coinvolgimento più generale dell’opinione pubblica vengono demandati alle azioni più strettamente comunicative.
L’approccio partecipativo implica il coinvolgimento attivo dei beneficiari potenziali nelle diverse fasi di un piano, fin dalla sua ideazione. Questo approccio può avere un notevole successo perché si origina “dal basso”, e punta a creare un senso di appartenenza al progetto tra gli attori mobilitati in fase di implementazione e, in questo, nulla è più efficace del dare evidenza di un uso convinto del bottom-up. Questo processo, che va oltre la semplice attività di “costruzione del consenso”, implica in realtà un’evoluta capacità di ascolto e animazione per compiere il percorso che porta da un primo “allineamento delle visioni” a una vera progettazione partecipativa delle strategie di intervento.
Il campo principale di applicazione dei sistemi partecipativi è quello della progettazione, nell’ambito del quale esistono diverse categorie di “metodologie partecipative” (dalle attività in piccoli gruppi in forma di focus o metaplan, alle tecniche di consultazione su più ampia scala, con tecniche riconosciute e formalizzate anche in ambito comunitario (Ad esempio la metodologia EASW). Se opportunamente utilizzati, i metodi partecipativi si rivelano utili in tutti i casi in cui è necessario sviluppare nuove conoscenze a supporto di decisioni, comprese, naturalmente, le attività di valutazione.

La metodologia EASW adottata nel progetto (European Awareness Scenario Workshop)

La metodologia European Awarness Scenario Workshop (EASW) nasce in Danimarca all’inizio degli anni ‘90. Nel 1994 è stata adottata ufficialmente, promossa e diffusa dal programma Innovazione della Commissione Europea per stimolare la progettualità partecipata, negoziata, consensuale e dal basso tra gruppi di attori locali.
L’EASW è una metodologia che pone una particolare attenzione al ruolo dello sviluppo tecnologico, invitando gli attori di una comunità a interrogarsi sui possibili obiettivi cui indirizzarlo e sulle concrete modalità di azione da mettere in campo a tal fine.
A livello pratico la metodologia EASW si articola in tre fasi fondamentali: lo sviluppo di scenari; la mappatura degli stakeholder (portatori d’interesse) e organizzazione locale; il workshop EASW – sviluppo delle visioni ed elaborazione d’idee.
Le prime due fasi sono preparatorie al workshop e coinvolgono generalmente un gruppo ristretto di partecipanti per lo più tecnici ed esperti sul tema trattato: in sostanza da un lato si tratta di elaborare scenari ipotetici tenendo conto di due principali dimensioni relative a “come” saranno risolte le situazioni locali e su “chi” dovrà occuparsene, dall’altro identificare gli attori chiave che prenderanno parte al workshop, all’interno di quattro categorie: amministratori/politici; tecnici/esperti; settore economico; società civile.
Il risultato finale del processo di partecipazione organizzato con l’EASW e quello di elaborare idee e azioni strategiche volte al raggiungimento degli obiettivi contenuti nelle visioni condivise costruite nei gruppi di lavoro.
La metodologia EASW standard è stata adattata, nel caso di questo progetto, per ridurre al minimo i tempi di lavoro, concentrato qui in workshop di alcune ore.