Chiese, benefici, Mensa vescovile di Como. Investiture feudali. Culto, scuole, convitti dei Gesuiti

sec. XVIIin. - 1808
Chiuro apparteneva alla pieve di Tresivio, che territorialmente comprendeva anche gli attuali comuni di Montagna, Poggiridenti, Ponte, Piateda e Castello dell'Acqua. I chiuresi che volevano assistere alle funzioni religiose dovevano percorrere circa quattro chilometri per raggiungere la chiesa plebana. Per questo motivo, già nel secolo XI, la comunità di Chiuro richiese un cappellano che, pur dipendendo dall'arciprete, risiedesse in paese. Nel 1200 il borgo, dove vi erano già le due chiese di S. Giacomo e di S. Andrea, quest'ultima situata in contrada Gera (1), chiese ed ottenne la nomina di un parroco, che però venne eletto dal capitolo di Tresivio. La crescita economica, politica ed amministrativa del paese portò anche, nel secolo XV, ad una autonomia ecclesiatica dalla pieve (2). Nel 1589, anno della visita pastorale del vescovo Feliciano Ninguarda, Chiuro contava 140 famiglie tutte cattoliche (tranne Lucrezia, moglie di Andrea Visconti, e Lorenzo Balgera). Le chiese del borgo erano: la chiesa parrocchiale di S. Giacomo Maggiore Apostolo, l'antica chiesa di S. Andrea (già in rovina all'epoca del Ninguarda) e quella di S. Marta, entrambe ubicate in contrada Gera, le chiese di S. Michele e di S. Antonio ed ultima quella dedicata a Santa Maria della Verità (oggi S. Carlo). A Castione vi erano due chiese, di S. Gregorio e di S. Bartolomeo, per 60 famiglie tutte cattoliche. Nel corso dei secoli la vita religiosa del borgo fu intensa, animata anche dall'istituzione di numerose confraternite. Cospicui furono i lasciti delle famiglie nobili e abbienti alle chiese ed istituzioni religiose. Il sacerdote, beneficiale del legato, aveva il dovere di celebrare l'ufficio sacro e in alcuni casi di assolvere altri oneri; in cambio, usufruiva di tutti i redditi e diritti che costituivano il lascito. Ogni chiesa od associazione religiosa possedeva beni che, da un lato erano fonte di guadagno, perchè venivano ceduti a privati in cambio di un canone (molto spesso in natura), dall'altro erano gravati da una taglia sull'estimo imposta dalla comunità. Tra la documentazione troviamo infatti "quaderni", in cui sono registrate entrate e uscite, e registri d'estimo, dove sono elencate le varie chiese, congregazioni ed associazioni religiose, insieme con i loro beni ubicati nel territorio comunale e l'ammontare della taglia. Per ciò che riguarda le investiture feudali, con cui il vescovo di Como concedeva alle comunità o a privati beni e diritti, nell'archivio sono presenti solo pochi esemplari (si vedano le unità 314 e 316).

Note:

1. Gera sorgeva su un terreno alluvionale nei pressi del torrente Fontana ed era situata sull'antica strada di valle. Se da un lato questa posizione favorì il suo sviliuppo, dall'altro le frequenti alluvioni la danneggiarono più volte, finchè, dopo il 1834, fu completamente abbandonata. 2. Cfr. MONTEFORTE - FALCINELLI, Chiuro.



306. Estimo
[sec. XVIIin.]
Estimo dei beni posseduti, nel territorio di Chiuro, dalle seguenti chiese ed istituzioni religiose: S. Maria della Verità e S. Carlo in Chiuro, S. Michele in Castello dell'Acqua, Scuola della chiesa di S. Bartolomeo in Castione, S. Francesco Saverio in Ponte, Scuola di dottrina cristiana in Chiuro, Compagnia dei Padri Gesuiti in Ponte.
Frammento di registro cart., mm 285x195, cc. 9, num. orig. da c. 49 a c. 56
Classificazione: 5
Segnatura: b. 18, fasc. 306 (alias b. 18, fasc. 289)

307. Estimo
[sec. XVIIin.]
Estimo dei beni posseduti dalle chiese e da varie istituzioni religiose di Chiuro, di Castione, di Castello dell'Acqua e di Ponte, con rubrica delle istituzioni.
Registro cart., mm 300x205, leg. orig. in cartone, cc. 89 con numerose carte bianche, num. orig. da c. 49 a c. 83
Classificazione: 5
Segnatura: b. 18, fasc. 307 (alias b. 18, fasc. 288)

308. Relazione
[sec. XVII]
Relazione relativa ai diritti della comunità di Chiuro sulla cappella di S. Maria situata nella chiesa di S. Giacomo.
Cart., mm 275x180, cc. 6
Classificazione: 5
Segnatura: b. 18, fasc. 308 (alias b. 18, fasc. 287)

309. "Libro delli beni alibrati alle chiese, scole et beneficii del comun de Chiuro"
[sec. XVII - sec. XVIII]
Estimo di beni situati nel territorio di Chiuro ed intestati a chiese ed istituzioni religiose.
Quaderno cart., mm 295x205, cc. 24
Classificazione: 5
Segnatura: b. 18, fasc. 309 (alias b. 18, fasc. 292)

310. Conti
[sec. XVIIex.]-1861
Elenco di persone con note di pagamenti in favore di alcune Scuole di Chiuro.
Quinternetto cart., mm 205x145, leg. orig., cc. 24 con carte bianche, num. orig. da c.23 a c. 41
Classificazione: 5
Segnatura: b. 18, fasc. 310 (alias b. 18, fasc. 290)

311. Conferimento di beneficio ecclesiastico
1656 maggio 3, Como
Il vescovo di Como Lazzaro Carafino conferisce al sacerdote Giovanni Battista Ferrari, parroco di Chiuro, il beneficio ecclesiastico eretto all'altare maggiore della chiesa parrocchiale di Chiuro, dedicata ai Santi Giacomo ed Andrea. Notaio della curia vescovile di Como Ettore Albergante.
Cart., mm 290x200, c. 1
Classificazione: 5
Segnatura: b. 18, fasc. 311 (alias b. 18, fasc. 279)

312. "Instrumentum rassignationis"
1658 gennaio 7, Como
Giovanni Angelo Magatto, cancelliere della curia vescovile di Como, agendo come procuratore del sacerdote Cristoforo Torelli di Tirano, cappellano coadiutore della parrocchia di Chiuro, alla presenza del vicario generale del vescovo di Como, rassegna le dimissioni del Torelli dalla predetta carica di coadiutore. Il vicario generale riceve le dimissioni e le accetta. Notaio della curia vescovile di Como Pietro Antonio Bellius
Cart., mm 270x185, cc. 4
Classificazione: 5
Segnatura: b. 18, fasc. 312 (alias b. 18, fasc. 280)

313. Mandato di pignoramento
1660 giugno 19
Il vicario foraneo, su istanza di Giovanni Battista Ferrari, parroco e soprintendente ai Luoghi pii di Chiuro, di Giovanni Giacomo Pontaschello, consigliere della quadra dei Nobili, e di Giovanni della Bernarda, consigliere della quadra dei Vicini, emana un mandato di pignoramento su un campo, situato in Chiuro in località "in Torchiale", di proprietà di Aloisio Romenico di Chiuro, per debiti con la fabbrica della chiesa parrocchiale. Notaio Stefano Quadrio.
Cart., mm 270x185, c. 1
Classificazione: 5
Segnatura: b. 18, fasc. 313 (alias b. 18, fasc. 281)

314. "Recognitio et investitura feudalis"
1681 giugno 2, Ponte
Carlo Pizzala, procuratore del vescovo di Como, investe Giovanni Clerici fu Fabio di Ponte, che agisce anche a nome dei suoi fratelli Giuseppe e Marco Antonio, del feudo comprendente alcuni terreni, la metà dei diritti sulla pesca nel fiume Adda, nei territori di Chiuro e Ponte, sulla caccia e sul pascolo sui monti. Notaio della curia vescovile di Como Bernardo Torchiana fu Curzio.
Cart., mm 270x180, cc. 4
Classificazione: 5
Segnatura: b. 18, fasc. 314 (alias b. 18, fasc. 282)

315. "Instrumentum citationis cum inhibitione"
1686 gennaio 24, Roma
L'incaricato di Papa Innocenzo XI convoca a Roma diverse persone di Ponte e i sindaci della mensa vescovile di Como per dirimere la causa sorta tra i predetti e la comunità di Chiuro, in merito ai confini sui monti, facendo divieto a qualsiasi giudice di interferire in detta causa. Notaio Domenico Antonio de Bonamicis.
Cart., mm 290x200, c. 1
Classificazione: 5
Segnatura: b. 18, fasc. 315 (alias b. 18, fasc. 286)

316. "Copia del'investitura della comunità d'Albosaggia et Cidrascho"
1686 giugno 7, Como
Bernardo Torchiana, notaio di Como e cancelliere della curia vescovile, dichiara di aver rogato, il 7 giugno 1681, due atti di investitura feudale concessi dal vescovo in favore delle comunità di Cedrasco ed Albosaggia. Copia.
Cart., mm 293x199, cc. 2
Classificazione: 5
Segnatura: b. 18, fasc. 316 (alias b. 18, fasc. 283)

317. "Instrumentum mandati"
1687 giugno 3, Chiuro
I rappresentanti della comunità di Chiuro eleggono loro procuratore, per dieci anni, l'avvocato Francesco Raguzio perchè li rappresenti davanti a qualsiasi giudice o commissario ecclesiastico o secolare, ordinario o straordinario, delegato o subdelegato dalla Sacra Rota Romana, nella causa contro Maddalena moglie del defunto Giovanni Quadrio, Giulia moglie del defunto Maurizio Quadrio, i loro figli, Giuseppe Quadrio, Matteo e Giacomo Clerici, tutti di Ponte, ed i sindaci della mensa vescovile di Como. Notaio Pietro Francesco Ferrario fu Carlo Nicola di Sondrio.
Cart., mm 320x220, cc. 2
Classificazione: 5
Segnatura: b. 18, fasc. 317 (alias b. 18, fasc. 284)

318. "Confirmatione dell'inhibitione mandata alla mensa episcopale ed particolari di Ponte"
1687 settembre 27
Il cardinale Flavio Chigi, vescovo di Albano, conferma l'inibizione emanata nella causa tra i sindaci della mensa vescovile di Como, con Giacomo ed altri Quadrio di Ponte, da una parte, e la comunità [di Chiuro], dall'altra. Copia autentica,1687 ottobre 23, notaio Pietro Francesco Ferrari.
Cart., mm 275x180, c. 1
Classificazione: 5
Segnatura: b. 18, fasc. 318 (alias b. 18, fasc. 285)

319. "Memoriale"
1703
Relazione relativa alla fondazione di una scuola convitto in Ponte da parte dei Padri della Compagnia di Gesù.
Cart., mm 290x195, cc. 4
Classificazione: 5
Segnatura: b. 18, fasc. 319 (alias b. 18, fasc. 293)

320. "Conto in copia dell'amministrazione del Rosario"
1798 - 1808
Conti dell'amministrazione della Scuola del Rosario di Chiuro. Copia.
Quaderno cart., mm 295x205, cc. 8
Classificazione: 5
Segnatura: b. 18, fasc. 320 (alias b. 18, fasc. 291)