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Il Lion d'oro

Il Lion d'oro è un riconoscimento attribuito periodicamente dal Lions Club Sondrio Host ”a un Valtellinese (per origine o per elezione) che abbia conseguito nel campo del valore, delle lettere, delle scienze, delle arti, della tecnica o del lavoro, significative benemerenze, onorando così in modo straordinario il nome di Sondrio e della sua provincia in Italia e nel mondo“.
L'iniziativa nacque durante la presidenza del club del dott. Gian Antonio Tremonti che ne fu il più convinto promotore. Le norme per la concessione sono fissate dal regolamento approvato il 28 febbraio 1961.


Gli insigniti del Lion d'oro:

1961 Emilio Bianchi

nato a Sondalo il 22 ottobre 1912. Medaglia d’Oro al Valor Militare, capitano di marina, allora capo palombaro, affondatore della corazzata britannica ”Valiant“ nel porto di Alessandria d’Egitto nella notte fra il 18 e il 19 dicembre 1941 insieme al suo ufficiale, la M.O. Luigi Durand de la Penne. Motivazione, la stessa della Medaglia d’Oro, in cui, dopo aver detto della preparazione e della spedizione dei mezzi subacquei (i tre cosiddetti "maiali") contro la potente base nemica, si aggiunge che ”valido e fedele aiuto dell’ufficiale le cui forze erano esauste, veniva catturato e tratto sulla nave già inesorabilmente condannata per l’audace operazione compiuta. Noncurante della propria salvezza si rifiutava di dare ogni indicazione sul pericolo imminente, deciso a non compromettere l’esito della dura missione".

1962 Renzo Giuliani

nato a Ponte Valtellina il 20 aprile 1887.Scienziato insigne nel campo della veterinaria, ordinario di zootecnia generale all’Università di Firenze, Presidente dell’Accademia dei Georgofili ed autore di opere di zootecnia e medicina veterinaria note anche all’estero.

1963 Alfredo Corti

Nato a Tresivio il 24 luglio 1880. Eminente scienziato, straordinario all’Università di Torino nel 1924, destituito dalle leggi fasciste, reintegrato nella cattedra, infine professore emerito di anatomia comparata nello stesso Ateneo. La sua fama è affidata a ricerche di citologia, istofisiologia e scienze naturali in genere. Alpinista insigne, esploratore e studioso del Disgrazia, Bernina, Badile, Orobie; Accademico del C.A.I..

1964 Angelo Baserga

Nato a Sondrio il 6 maggio 1908. Di insigne famiglia di studiosi, laureato in medicina, già libero docente di patologia medica e di clinica medica, divenne nel 1952 straordinario di semeiotica medica nell’Università di Ferrara, indi direttore dell’istituto di patologia medica nello stesso Ateneo. Noto anche all’estero per i suoi studi di medicina interna e particolarmente sulle malattie del sangue (brucellosi melitense, mielosi, malattie emorragiche ecc.), spesso relatore in congressi internazionali di medicina.

1965 Arturo Umberto Illia

Nato a Pergamino (Buenos Ayres) il 4 agosto 1900. Presidente della Repubblica Argentina dal 1963 al 1966. Per quanto non nativo della provincia di Sondrio, è oriundo della medesima, la sua famiglia essendo di Samolaco in Valchiavenna. Dottore in medicina, schietto temperamento di democratico, si diede alla politica, allontanandosene con I’avvento del peronismo, per ritornarvi poi come deputato, indi Governatore della provincia di Cordoba e finalmente nel 1963 quale Presidente della grande Repubblica sud-americana, portando un nome Italiano e valtellinese all’altissima carica.

1966 Achille Compagnoni

nato a S. Antonio Valfurva il 26 settembre 1914, Medaglia d’Oro al Valor Civile. Alpinista di eccezionale tempra, dalle Alpi Retiche al Cervino e all’inviolato secondo tetto del mondo, già campione discesista e fondista di sci, e appunto il leggendario scalatore del K2 insieme a Lino Lacedelli (31 luglio 1954)."Onora la Valtellina e I’Italia per I’intrepido coraggio, lo spirito di sacrificio e il sentimento di solidarietà umana, sempre dimostrati nel sublime silenzio della montagna al cospetto solenne di Dio".

1967 Pier Luigi Nervi

nato a Sondrio il 21 giugno 1891. Ingegnere, Cavaliere del Lavoro. Progettista e costruttore di fama mondiale, maestro del cemento armato, materiale che ha saputo volgere in strutture spaziali con accenti di poesia - dagli stadi sportivi ai palazzi da esposizione e dalle aviorimesse ai monumentali edifici di rappresentanza – ha tracciato un po’ dappertutto, in Italia e all’Estero, segni imperituri della sua genialità. Grazie all’opera di Nervi, come di pochi altri costruttori nel mondo, e stata raggiunta quella sintesi tra forma e struttura per la quale può dirsi superato il vecchio dissidio ”arte-tecnica“ che aveva diviso soprattutto nel secolo scorso – l’arte delle costruzioni. Coerentemente all’assunto del suo libro più famoso: ”Scienza o arte del costruire“, in più d’un quarantennio di mirabili opere ha dimostrato come la forma d’arte, ossia la creazione del processo inventivo, sia anche in architettura, come in tutte le espressioni del bello, alla base della più compiuta affermazione della tecnica.

1968 Diego Guicciardi

nato nel 1906 a Firenze, ma da antica famiglia patrizia valtellinese, ha percorso una brillante carriera nel campo petrolifero, come direttore generale dell’Aquila di Trieste dapprima e poi, dal 1957, come consigliere delegato e successivamente come presidente della Shell Italiana. Appassionato cultore di problemi sociali, relatore in numerosi congressi internazionali, è stato membro di diverse commissioni di studio e di organismi industriali. Cavaliere del lavoro, e stato insignito del Premio Ezio Vanoni per le pubbliche relazioni e del Premio Nazionale per I’Agricoltura. Con la sua instancabile attività e col suo intelligente spirito di iniziativa ha illustrato la Valtellina, aggiungendo nuove fronde d’alloro al rigoglioso tronco del suo casato.

1969 Pasquale Saraceno

nato a Morbegno il 14 giugno 1903, ha legato il suo nome alla programmazione economica dell’Italia democratica del secondo dopoguerra. Dal 1942 professore di ruolo di tecnica industriale, e insignito di medaglia d’oro della Scuola ed ha meritato fra I’altro il Premio Marzotto (1967).Già membro della delegazione italiana alla Conferenza della Pace di Parigi e di diverse commissioni internazionali nell’ambito europeo, è consulente economico generale dell’IRI dall’anno di fondazione. L’attività scientifica del Saraceno si è svolta via via nella triplice direzione della vita bancaria, dell’economia della produzione industriale e dei contemporanei processi dell’industrializzazione, con particolare riguardo a quella del Mezzogiorno. Teorico dell’economia e nel contempo esperto di politica economica, ascoltato programmatore nell’ambito del suo partito e in quello stesso del governo, ha onorato ed onora la sua città e la sua valle nativa.

1975 Mario Negri

nato a Tirano nel 1916 da antico ceppo valtellinese di Aprica, opera quale scultore a Milano. La sua autonomia formale e la sua individualità espressiva gli hanno concesso di passare dalle colonne bifronti ai personaggi multipli, ai bronzetti, alle metopi, alle più recenti solenni figure. Presente con una sala alla Biennale di Venezia del 1958 e in alcune personali mostre rivelatrici a Milano, si e via via affermato in tutte le parti del mondo, da Parigi a New York, da Londra e Berlino ad Amsterdam a Oslo e Hong- Kong. Come conclude la motivazione del premio, ”fra realtà e astrazione, quasi ritorno a indefinibili miti di quell’antica, favolosa Rezia in cui si trovano le montagne fra cui e nato, 1’arte di Mario Negri onora la valle nativa e la stessa nazione“.

1977 Albino Garzetti

nato a Bormio il 5 luglio 1914, laureato in lettere, professore dapprima di liceo e dopo la seconda guerra mondiale - durante la quale subì venti mesi di prigionia in Germania - libero docente e poi incaricato all’Università Cattolica di Milano, vinceva nel 1955 il concorso di storia romana nello stesso Ateneo donde passava nel 1970 all’Università di Genova. Membro effettivo dell’Istituto Lombardo di Scienze e Lettere e di altre Accademie, e noto in Italia e all’estero per le sue pubblicazioni di storia romana.

1978 Egidio Viganò

nato a Sondrio il 26 luglio 1920, dopo aver emesso la prima professione religiosa venne inviato in Cile dove pronuncio i voti perpetui. Nel 1947 venne ordinato sacerdote e si laureo in teologia dogmatica. Docente alla Pontificia Università Cattolica di Santiago, partecipò al Concilio Vaticano II, fu Ispettore del Cile e nel 1971 fu eletto in Italia Consigliere per la formazione salesiana del Capitolo Generale Speciale della Congregazione. Dal 15 dicembre 1977 e Rettore Maggiore della Congregazione Salesiana, settimo successore di Don Bosco. La sua profondità di pensiero nel campo della teologia e la sua dedizione assoluta nel campo dell’apostolato e dell’educazione giovanile lo additano a tutti come modello di cittadino e di soldato della fede cristiana.

1982 Evaristo Comolatti

nato a Villa di Tirano l’8 febbraio 1922. Emigrato in Brasile all’età di 26 anni e iniziata una modesta attività di autista, è riuscito nel corso di 25 anni a porsi alla guida di un complesso di imprese - il gruppo Comolatti appunto – che vanno dal settore dei trasporti a quello immobiliare, dalla ristorazione al rimboschimento. Sempre inteso ad un’attivita imprenditoriale pervasa di alto spirito sociale e di solidarietà umana, massime nei confronti dei dipendenti di nazionalità italiana, il complesso Comolatti, al quale collaborano anche due fratelli dell’imprenditore, raggiunge oggi le 1800 unità. Commendatore della Repubblica, cittadino ”paulistano“ (onorificenza raramente concessa agli stranieri), presidente da molti anni del patronato a favore degli emigrati italiani a San Paolo, consigliere di numerose associazioni assistenziali, e attualmente promotore di una casa di riposo per italiani anziani e ”curatore“ di un nosocomio per la cura dei tumori. Tipico esempio di self made man e di generoso italiano all’estero pensoso dell’ ”itala gente dalle molte vite“, onora la sua terra d’origine con la complessità delle opere e con l’anima del filantropo.

1982 Renzo Sertoli Salis (Lion d’Oro speciale del Venticinquennale a un Lion)

nato a Varese il 20 agosto 1905 da famiglia patrizia valtellinese, dottore in giurisprudenza e in scienze economico-sociali, avvocato, è stato docente di diritto nelle Università statali di Milano e Pavia, oltre che alla Bocconi. Ha al suo attivo, oltre a centinaia di articoli e di studi minori, una ventina di volumi che spaziano dal diritto pubblico alla politica internazionale e dalla biografia alla filologia e alla poesia epigrammatica. Giornalista pubblicista, è stato tra i fondatori nel 19:34 dell’istituto per gli studi di politica internazionale nonché membro ordinario dell’lstituto Italiano per l’Africa ed è attualmente membro di alcune Accademie nazionali di scienze e lettere. Diversi suoi studi storici e giuridici sono noti anche all’estero. In più di un trentennio ha illustrato con la dottrina dello studioso, l’eleganza dello scrittore e il rigore del critico d’arte la ”piccola patria“ adduana, presiedendo fra I’ altro la Società Storica Valtellinese che lo ha recentemente onorato con un volume di studi. Al Lions Club di Sondrio dedica da vent’anni con la penna e con la parola un’intensa attività culturale.

1983 Giuseppe Fojanini

nato a Grosio il 2 gennaio 1913 da famiglia valtellinese nel cui ”entourage", a cominciare dal padre Piero, la scienza e I’arte di Esculapio sono tradizione e vanto, si è laureato in medicina e chirurgia all’Università di Milano con una tesi in anatomia ed istologia patologica per poi percorrere, sia nella ricerca scientifica sia nell’esercizio professionale, una brillante carriera. Via via assistente e aiuto nell’Ateneo romano, ha conseguito ben tre libere docenze, l’ultima delle quali in chirurgia toracica, branca nella quale doveva rivelarsi un assoluto maestro. Docente per quattro anni all’Università di Cagliari, dapprima di patologia speciale chirurgica e successivamente di urologia dopo aver operato anche in istituti all’estero, nel 1961 richiamato nella valle nativa, lui figlio unico, soprattutto dall’amore per gli anziani genitori diveniva primario chirurgo a Sondrio, svolgendo anche per più anni consulenza di chirurgia toracica presso l’Ospedale Morelli di Sondalo. Dotato, come il padre, di altissimo senso di umanità e di profondo spirito di sacrificio, e forse uno degli ultimi esempi di quella professionalità generale nel campo della chirurgia che oggi va scomparendo per l’inflazione della specialistica. Ai Valtellinesi, a migliaia di uomini e donne della sua ”piccola patria", ha ridato, con la sapienza del bisturi e col calore della parola, la speranza e la gioia di vivere.

1985 Guglielmo Negri

nato a Roma il 5 luglio 1926, da genitori valtellinesi, di Morbegno; dai primi passi nel celebre liceo romano Torquato Tasso attraverso le lauree in giurisprudenza e scienze politiche e agli studi di perfezionamento nelle Università di Harvard e di Oxford è pervenuto all’insegnamento universitario quale docente di istituzioni di diritto pubblico presso le Università di Firenze, Padova e Roma dove risiede e dove ricopre il delicato ufficio di vice-segretario generale vicario della Camera dei Deputati. Autore di ampia produzione letteraria, pubblicista, collaboratore fra l’altro del ”Corriere della Sera“ nel campo del diritto costituzionale ed amministrativo, e anche presidente del Teatro di Roma. Di complessa formazione umanistica sia quale giurista sia quale letterato (e, fra l’altro, con il fratello Marcello, l’ultimo nipote in linea diretta del poeta valtellinese Guglielmo Felice Damiani) ha onorato e onora in Italia e all’estero una piccola ma generosa Valtellina ”dalle molte vite“.

1987 Daniele Milvio

nato a Sasso Marconi il 21 giugno 1923, diviene, con la famiglia trasferitasi a Ponte nel 1924, valtellinese d’adozione. Laureato in ingegneria civile al Politecnico di Milano, dopo alcune esperienze professionali presso diverse aziende, diventa via via direttore tecnico-commerciale della Breda, amministratore delegato di questa società, amministratore delegato del Gruppo Ansaldo dal quale nel 1978 è nominato anche presidente. Nel 1983, lasciate le Partecipazioni Statali, assume alcuni incarichi nel Gruppo Pesenti ed è nominato presidente della Bastogi, oltre a ricoprire altre cariche come quelle di vice-presidente della Banca Agricola Milanese e di presidente dell’Argon. Tipico esempio di top manager del nostro tempo, malgrado i numerosi impegni non ha abbandonato la Valtellina della cui montagna è appassionato cultore.

1987 Alberto Quadrio Curzio

nato a Tirano da antica famiglia valtellinese il 23 dicembre 1937, si è laureato nel 1961 in scienze politiche, perfezionando i suoi studi presso il St. John’s College dell’Università di Cambridge. Conseguita la libera docenza in economia politica, ha poi iniziato la sua attività di docente nel 1965-66 all’Università di Cagliari per passare quindi all’Università di Bologna, dapprima come professore incaricato e dal 1972 come titolare di cattedra; nell’anno accademico 1974-75 è stato anche Preside della facoltà di scienze politiche. Dal 1975-76 a tutt’oggi è professore ordinario di economia politica alla facoltà di scienze politiche dell’Università Cattolica dove è anche direttore del Centro di analisi economica. Ricopre alcune cariche nell’ambito del Consiglio Nazionale delle Ricerche ed è membro fra l’altro della Società Italiana degli Economisti e della Royal Economic Society, fondatore e direttore delle riviste ”Materie Prime“ ed ”Economia Politica“, ecc.. Noto in Italia e all’estero, è autore di numerose pubblicazioni scientifiche. Nella ”piccola patria“ ricopre fra l’altro la carica di vicepresidente del Credito Valtellinese.

1990 Mosé Da Prada

nato a Grosotto il 25 aprile 1930, si è laureato in farmacia presso l’università di Pavia nel 1957 e in medicina a Bologna nel 1963. Conseguita la libera docenza in farmacologia, ha iniziato la sua attività di docente nell’anno 1965 presso I’Università di Milano dedicandosi, nel contempo, alla ricerca in biochimica. Oggi dirige un gruppo di ricercatori della Casa farmaceutica svizzera ”Hoffman La Roche“ di Basilea. In dieci anni di attività scientifica ha conseguito prestigiosi traguardi nell’approfondimento della conoscenza di base della biochimica e della farmacologia delle amine biogene, ed inoltre nel chiarire il meccanismo d’azione di alcuni tra i più importanti farmaci psicotropici e nello sviluppare nuovi metodi radioenzimatici per la determinazione delle catecolamine. Autore di oltre 400 pubblicazioni autorevolmente inserite nel top della stampa specializzata medico-scientifica mondiale, ha partecipato a simposi e congressi in tutto il mondo tenendovi significative relazioni (St. Francisco, 1972 - Helsinki, 19’75 - Hakone, 1981 – New York, 1985 - Uppsala, 1986 – St. Francisco, 1986 – Gerusalemme, 1987 – Sidney, 1987 – Monaco, 1988 e Algarve, 1989). E’ stato lo scienziato più citato dalle riviste scientifiche mondiali negli studi sulla ”determinazione simultanea radioenzimatica delle catecolamine plasmatiche, metodologia sviluppata nei suoi laboratori), ed è apparso nella classifica dei luminari della scienza, redatta dalla rivista americana ”Life sciences“. Premio per la ricerca e lo sviluppo ”Roche 1988“ “per aver offerto, con la sua vasta erudizione scientifica e la sua attitudine alla sperimentazione creativa associate ad un inflessibile entusiasmo per la ricerca innovativa, fattori decisivi per lo sviluppo del Madopar (farmaco antiparkinson) e dell’Aurorix (nuovo antidepressivo). Farmaci, questi, oggetto di sperimentazione clinica sull’uomo nella terapia per il miglioramento della cura del morbo di Parkinson. Il prof. dott. Mosé Da Prada per questa sua intensa ed appassionata attività scientifica ad altissimo livello, di impegnata professionalità e di costante presenza a primari incontri internazionali, onora in modo straordinariamente concreto, in Italia e all’estero, il nome della Valtellina evidenziandone le qualità della sua gente, schiva, di poche parole, semplice, ma fattiva, generosa e tenace.

1991 Gian Luigi Rondi

quando Gian Luigi Rondi nacque a Tirano - siamo nel 1921 – suo padre, che reggeva la locale tenenza dei Reali Carabinieri, faceva strage di cuori femminili. Il figlio doveva crescere con l’amore soprattutto per il cinema, quest’arte – con buona pace di Benedetto Croce - della nostra esistenza quotidiana anche minuta, arte che è soprattutto movimento e segno di vita, anzi di vitalità. Conosciuto dalla stragrande maggioranza degli appassionati della televisione, appunto attraverso questa signora dei mass media, il Rondi appare oggi quale criticus optimus, per dirla con De Chirico, di quella decima arte o meglio di quella decima Musa che allieta le nostre serate. Critico cinematografico di grande fama, dunque, autore di letteratura specializzata e docente universitario in materia, incarichi che lo hanno reso noto in tutta Italia e anche fuori d’Italia, ha onorato e onora la città di Tirano e la Valtellina tutta.

1992 Gritzko Mascioni

nato a Villa di Tirano il 1° dicembre 1936 da famiglia originaria di Brusio nel Canton Grigioni è cresciuto in ambito retico, fra Valtellina, Engadina e Val Poschiavo. Poeta, narratore, saggista, autore di teatro, studioso di poesia greca antica e di arte contemporanea ha pubblicato una quindicina di raccolte di versi e alcuni importanti volumi presso prestigiose case editrici italiane. Alcuni suoi lavori sono stati tradotti in varie lingue e figurano in diverse antologie. Dapprima come redattore, autore di testi, servizi e rubriche culturali, e poi come regista, ha firmato numerose e apprezzate produzioni della Radio Televisione della Svizzera Italiana della quale è stato collaboratore fin dalla fondazione. In queste vesti ha operato dividendosi fra Svizzera, Italia, Francia e Grecia. Per l’ente televisivo elvetico è stato infine responsabile dei programmi dello spettacolo e delle relazioni esterne fino alla recente nomina da parte del Ministero degli esteri a direttore dell’Istituto di cultura italiana di Zagabria. La prestigiosa carriera di Grytzko Mascioni, il complesso della sua opera e l’affettuoso ininterrotto legame con la terra natale, lo rendono degno di quel Lion d’Oro che il Club di Sondrio riserva ai valtellinesi migliori.

1995 Aldo Gerna

nato ad Arigna in comune di Ponte in Valtellina il 7 maggio 1931, entra nel seminario minore dei Missionari Comboniani a Crema nel 1943. Dopo il noviziato e la prima professione religiosa frequenta dal 1950 al 1957 il corso di filosofia e Teologia alla Pontificia Università Urbaniana di Roma. Ordinato sacerdote a Roma il 22 dicembre 1956, nel novembre del 1957 viene inviato in missione nella diocesi di Sao Mateus, nello Stato de Espirito Santo in Brasile, dove svolge una intensa attività pastorale soprattutto nei villaggi dell’interno trasferendosi a piedi, a cavallo e in motocicletta. Dopo aver ricoperto varie cariche diocesane il 24 maggio 1971 viene nominato vescovo della diocesi di Sao Mateus da Papa Paolo VI. Molto legato alla sua gente, in quasi un quarto di secolo di episcopato, si è distinto per il grande impegno a favore dei poveri la cui difesa gli è costata incomprensioni e gravi rischi personali. .... ”Uomo di fede e di coraggio conosce ciò in cui crede“.... La sua terra d’origine, alla quale è sempre rimasto affettivamente legato, vuole onorare in Lui - che ha raggiunto, con l’episcopato, la pienezza del sacerdozio - tutti i missionari, emigranti sui generis, che diffondendo la parola del Vangelo e operando per i diseredati hanno onorato il nome della Valtellina nel mondo.

1997 Diego Pelizzatti

nato a Sondrio il 14 giugno 1930 compie gli studi elementari, quelli medi e la scuola per geometri a Sondrio. A 18 anni parte per l’Argentina dove, lavorando sei mesi l’anno, studia e sostiene gli esami delle elementari, medie e superiori, laureandosi in ingegneria a Buenos Aires. Alle dipendenze della Impresit-Sideco (Società del gruppo Fiat) diventa coordinatore dei lavori civili per la realizzazione di 2000 Km. di strade sull’intero paese (voluti dal Presidente Frondizi nel 1950). Alla fine degli anni ’60 (con il generale Ongania) viene data la precedenza alla costruzione di silos per risolvere il problema di immagazzinaggio dell’Argentina e l’ing. Pelizzatti ne diventa l’esecutore principale realizzando silos per una capacità di 400mila tonnellate. Con il ritorno di Peron si occupa della realizzazione di 815.000 alloggi popolari allestendo impianti di pre-fabbricazione in tutta l’Argentina. Negli anni ’70, con la crisi petrolifera, l’Impresit-Sideco (di cui l’ing. Pelizzatti era nel frattempo diventato dirigente generale) si dedica alla realizzazione di impianti per la produzione di alluminio ed alla costruzione di importanti dighe: quella di Yasireta e lo sbarramento di fiumi tra il Paranà e il Rio de la Plata. Nel 1976, durante l’incruento colpo di stato dei militari, l’ing. Pelizzatti era occupato alla costruzione del molo di Puerto Madryn a sud di Buenos Aires. Negli anni ’80 l’Impresit-Sideco si dedica alla messa a punto delle centrali atomiche, quella di Atucha e di Rio Tercero. Negli anni ’90 l’ing. Pelizzatti fonda la società Pelco, operante in tutta l’Argentina è dedita alle telecomunicazioni. Nel 1996 il Presidente Menem l’ha eletto ”uomo dell’anno“ per la Direzione dei Lavori della ”Autostrada del Sole“ e per l’ampliamento, ristrutturazione e riadattamento dell’autostrada ”Ingegner Pasquale Palazzo“, appartenente alla famosa Panamericana, che attraversa tutto il continente dall’estremo nord all’estremo sud argentino. Con la sua intensa attività nel campo della ingegneria civile, che l’ha portato al massimo riconoscimento nello Stato Argentino, ha sicuramente onorato in modo straordinario la città e la provincia di Sondrio.

1999 Deborah Compagnoni

Tre medaglie d’oro olimpiche, tre d’oro ai Campionati Mondiali, innumerevoli vittorie sulle piste d’Europa, Asia e America: questo è l’invidiabile palmares di Deborah Compagnoni. L’atleta valtellinese che ha fatto conoscere a tutto il mondo sportivo la nostra terra e anche la prima donna che oggi è stata insignita del Lions d’Oro del Club Sondrio Host. Questo nostro riconoscimento, che ha visto premiati in tanti anni illustri valtellinesi che hanno onorato in vari campi la ”piccola patria“, viene assegnato per la seconda volta ad un'atleta (ed anche la prima volta si trattava di un Compagnoni, Achille). Questo meritato riconoscimento alla grande campionessa di sci alpino degli anni ’90 vuole esaltare ancora una volta le virtù eccelse della nostra gente che ha saputo esprimere nei vari campi le sue doti di tenacia e di volontà. Nel caso specifico di Deborah Compagnoni si è voluto, oltre la bravura dell’atleta, premiare la straordinaria tenacia con cui ha saputo vincere avversità ed infortuni, ricominciando ogni volta più forte e combattiva di prima. Vogliamo inoltre riconoscere in lei la donna che ha saputo sempre essere se stessa, nonostante la fama mondiale raggiunta ed i trionfi conseguiti.